Decreto Cura Italia e Decreto Rilancio per emergenza Covid-19 e disabilità

Le principali novità sulla disabilità dil Decreti Cura Italia e Rilancio

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Servizi sanitari e socio assistenziali

Decreto Cura Italia e Decreto Rilancio per emergenza Covid-19 e disabilità

In riferimento al Decreto Legge 17 marzo 2020 n°18 E IN SEGUITO AL DECRETO RILANCIO del 19 maggio 2020, connessi all'emergenza epidemiologica da COVID19", pubblichiamo le principali novità nell'ambito della disabilità contenute nel Decreto.

 

Congedi parentali, permessi legge 104, bonus baby-sitting per emergenza COVID-19

In riferimento alla legge 104/1992 i permessi lavorativi sono aumentati di 12 giorni per marzo e aprile 2020, oltre appunto ai tre giorni per mese fin'ora consentiti (vedi scheda informativa). I soggetti coinvolti sono genitori e lavoratori con parenti disabili, oltre agli stessi lavoratori disabili.
Le persone che hanno diritto a questi permessi possono scegliere come distribuire i 12 giorni sommabili ai 3 giorni di marzo e i 3 giorni di aprile, per un totale di 18 giorni nei due mesi (i giorni di permesso non "scadono" a fine mese). Tabella riepilogativa permessi (155.54 KB) File con estensione pdf
Le modalità per la richiesta e l'utilizzo di questi permessi rimangono le stesse di sempre. L’Articolo 76 del Decreto rilancio conferma anche per maggio e giugno 2020 il suddetto aumento, aggiungendo altri 12 giorni utilizzabili tra maggio e giugno, portando il totale dei permessi a 18 giorni.

Ricordiamo che:

I permessi sono fruibili per dipendenti pubblici e privati, per i lavoratori che assistono un familiare con disabilità grave, per il lavoratore in quanto disabile. Se i disabili da assistere sono 2, i 12 giorni diventano 24, oltre a quelli ordinari. Si può fruire dei permessi aggiuntivi senza fare una nuova richiesta se già si usufruisce dei 3 giorni ordinari, ma semplicemente accordandosi con il datore di lavoro. In caso di cassa integrazione a zero ore non vengono concessi permessi, ma in caso di cassa integrazione parziale il numero di permessi viene riproporzionato.

Congedi parentali e disabilità

Il primo Decreto “Cura Italia” prevedeva un congedo di 15 giorni per i genitori di figli entro i 12 anni, ma senza limiti di età se con disabilità, retribuito al 50%. L’attuale Decreto “Rilancio” aumenta a 30 giorni il periodo di congedo per il periodo compreso tra il 5 marzo e il 31 luglio 2020 (chi non ne ha ancora usufruito ha dunque 30 giorni, chi ne ha già usufruito ad esempio per 15 giorni ne ha altri 15). Questo ovviamente, sempre che l’altro genitore non lavori o sia in cassa integrazione.

“Il genitore lavoratore dipendente – si legge nel messaggio Inps – può cumulare il congedo straordinario Covid-18 con i permessi di cui all’articolo 33, commi 3 e 6, della legge n. 104/1992 (compresi i 12 giorni ulteriori previsti dall’articolo 24 dello stesso decreto-legge n. 18/2020), anche se fruiti per lo stesso figlio. Analogamente, vista la natura speciale ed emergenziale della tutela in esame, sarà possibile cumulare nell’arco dello stesso mese il congedo COVID-19 con il prolungamento del congedo parentale di cui all’articolo 33 del D.lgs n. 151/2001 e con il congedo straordinario di cui all’articolo 42, comma 5, del medesimo decreto legislativo, anche fruito per lo stesso figlio. In altre parole, il genitore che assiste il figlio disabile potrà cumulare entrambi i permessi fino a un massimo di 33 giorni

L’INPS ha specificato che, “ vista la natura speciale ed emergenziale della tutela in esame, è possibile cumulare nell’arco dello stesso mese il congedo COVID-19 con il prolungamento del congedo parentale di cui all’articolo 33 del decreto legislativo n. 151/2001 e con il congedo straordinario di cui all’articolo 42, comma 5, del medesimo decreto legislativo, anche fruito per lo stesso figlio. Non solo: il diversi benefici possono essere fruiti contemporaneamente da entrambi i genitori per lo stesso figlio (es. l’uno il congedo COVID-19, l’altro il congedo straordinario).

In alternativa a questo congedo ai lavoratori dipendenti del settore privato, ai lavoratori iscritti alla Gestione separata e ai lavoratori autonomi viene riconosciuto un bonus fino a 1200 euro per attività di baby sitting e/o per la frequenza a centri estivi o servizi integrativi per l’infanzia.

Circolare permessi lavorativi (304.72 KB) File con estensione pdf

Art. 26 integrato con l'Art.74 del Decreto Rilancio (Misure urgenti per la tutela del periodo di sorveglianza attiva dei lavoratori del settore privato)

1.Il periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva di cui all’articolo 1, comma 2, lettere h) e i) del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, dai lavoratori del settore privato, è equiparato a malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento e non è computabile ai fini del periodo di comporto.

2. Fino al 30 aprile, con scadenza prorogata al 31 luglio 2020 dal Decreto Rilancio, ai lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.104, nonché ai lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo

svolgimento di relative terapie salvavita, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della medesima legge n. 104 del 1992, il periodo di assenza dal servizio prescritto dalle competenti autorità sanitarie, è equiparato al ricovero ospedaliero di cui all’articolo 19, comma 1, del decreto legge 2 marzo 2020, n.9.

Proroga dei piani terapeutici: Articolo 9 Decreto Rilancio

I pieni terapeutici in scadenza durante lo stato di emergenza sono prorogati per ulteriori 90 giorni (fornitura di ausili, protesi, dispositivi monouso, dispositivi protesici per incontinenza, stomie, laringectomizzati, per la prevenzione e trattamento delle lesioni cutanee, per patologie respiratorie, o prodotti collegati a ospedalizzazione a domicilio).

Aumento dei fondi dedicati: Articolo 104 Decreto Rilancio

1. Al fine di potenziare l'assistenza, i servizi e i progetti di vita indipendente per le persone con disabilità e non autosufficienti e per il sostegno di coloro che se ne prendono cura, in conseguenza della emergenza epidemiologica da Covid-19, lo stanziamento del Fondo per le non autosufficienze di cui all'articolo 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è incrementato di ulteriori 90 milioni di euro per l'anno 2020, di cui 20 milioni destinati alla realizzazione di progetti per la vita indipendente.

2. Al fine di potenziare i percorsi di accompagnamento per l’uscita dal nucleo familiare di origine ovvero per la deistituzionalizzazione, gli interventi di supporto alla domiciliarità e i programmi di accrescimento della consapevolezza, di abilitazione e di sviluppo delle competenze per la gestione della vita quotidiana e per il raggiungimento del maggior livello di autonomia possibile, per le persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, in conseguenza della emergenza epidemiologica da Covid-19, lo stanziamento del Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare di cui all'articolo 3, comma 1, della legge 22 giugno 2016, n. 112, è incrementato di ulteriori 20 milioni di euro per l'anno 2020.

3. Al fine di garantire misure di sostegno alle strutture semiresidenziali, comunque siano denominate dalle normative regionali, a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, sociooccupazionale, sanitario e socio-sanitario per persone con disabilità, che in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da COVID 19 devono affrontare gli oneri derivante dall’adozione di sistemi di protezione del personale e degli utenti, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, è istituito un Fondo denominato "Fondo di sostegno per le strutture semiresidenziali per persone con disabilità" volto a garantire il riconoscimento di una indennità agli enti gestori delle medesime strutture di cui al presente comma, con una dotazione finanziaria di 40 milioni di euro per l'anno 2020, da trasferire al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri. Con uno o più decreti del Presidente del Consiglio, da adottare entro quaranta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, sono definiti i criteri di priorità e le modalità di attribuzione dell’indennità di cui periodo precedente.

4. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 150 milioni di euro per l’anno 2020, si provvede ai sensi dell’articolo 265.

Articolo 82: Decreto Rilancio: Reddito di emergenza

Si affianca eccezionalmente e temporaneamente al Reddito di cittadinanza.

Il Reddito di Emergenza è  incompatibile con lo stesso Rdc, con pensioni dirette o indirette, escluso l’assegno di invalidità. Per percepire il Rem ci sono alcuni parametri: in generale, la presenza di un familiare disabile aumenta di 5000 euro la soglia del patrimonio immobiliare

Cumulabilità Bonus Autonomi e Assegno ordinario di invalidità

L’Articolo 75 del Decreto Rilancio rende compatibile il Bonus 600 euro con l’Assegno ordinario di Invalidità.

“1-bis. Le indennità di cui agli articoli 27, 28, 29, 30, 38 e 44 sono cumulabili con l’assegno ordinario di invalidità di cui alla legge 12 giugno 1984, n. 222.”.

Un emendamento al D,R. che modifica l'Art.84 aggiungendo il comma 11/bis apre il bonus per i mesi di aprile e maggio ai Caregiver, " ovvero a coloro che assistono una persona con disabilità  purché convivente alla data del 23 febbraio 2020 con la persona assistita in condizioni di disabilità con connotazione di gravità, con disturbi dell'età evolutiva o in condizione di non autosufficienza non determinata dal naturale invecchiamento o da patologie connesse alla senilità». Il bonus sarà cumulabile sia con il reddito di emergenza che con il reddito di cittadinanza. Nella relazione tecnica viene esplicitamente affermato che la disposizione “introduce per i mesi di aprile e maggio 2020 un bonus di 600 euro al mese per i caregiver familiari”, così come definito dal comma 255 della legge di bilancio 2018 (255/2017): si tratta delle persone «che assistono e si prendono cura del coniuge, dell'altra parte dell'unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente, di un familiare o di un affine entro il secondo grado» (e in alcuni casi di un familiare entro il terzo grado), «che, a causa di malattia, infermità o disabilità anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata», ai sensi della legge 104, «o sia titolare di indennità di accompagnamento».

 

Art. 39 (Disposizioni in materia di lavoro agile)

1.Fino alla data del 30 aprile 2020, data prorogata dal Decreto Rilancio “fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 i lavoratori dipendenti disabili nelle condizioni di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992,n.104 o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità nelle condizioni di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile ai sensi dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione.

2. Ai lavoratori del settore privato affetti da gravi e comprovate patologie con ridotta capacità lavorativa è riconosciuta la priorità nell’accoglimento delle istanze di svolgimento delle prestazioni lavorative in modalità agile ai sensi degli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81

Blocco dei licenziamenti

E’ stata prorogata per complessivi 5 mesi a partire dal 17 marzo 2020 la sospensione della possibilità per i datori di lavoro di licenziare per giustificato motivo.

Art. 47 (Strutture per le persone con disabilità e misure compensative di sostegno anche domiciliare)

1. Sull’intero territorio nazionale, allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 e tenuto conto della difficoltà di far rispettare le regole di distanziamento sociale, nei Centri semiresidenziali, comunque siano denominati dalle normative regionali, a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, socio-occupazionale, sanitario e socio-sanitario per persone con disabilità, l’attività dei medesimi è sospesa dalla data del presente decreto e fino alla data di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 marzo 2020. L’Azienda sanitaria locale può, d’accordo con gli enti gestori dei centri diurni socio-sanitari e sanitari di cui al primo periodo, attivare interventi non differibili in favore delle persone con disabilità ad alta necessità di sostegno sanitario, ove la tipologia delle prestazioni e l’organizzazione delle strutture stesse consenta il rispetto delle previste misure di contenimento. In ogni caso, per la durata dello stato di emergenza di cui alla deliberazione del Consiglio dei ministri 31 gennaio 2020, le assenze dalle attività dei centri di cui al comma precedente, indipendentemente dal loro numero, non sono causa di dismissione o di esclusione dalle medesime.

2. Fermo quanto previsto dagli articoli 23, 24 e 39 del presente decreto e fino alla data del 30 aprile 2020, l’assenza dal posto di lavoro da parte di uno dei genitori conviventi di una persona con disabilità non può costituire giusta causa di recesso dal contratto di lavoro ai sensi dell’articolo 2119 del codice civile, a condizione che sia preventivamente comunicata e motivata l’impossibilità di accudire la persona con disabilità a seguito della sospensione delle attività dei Centri di cui al comma 1.

Art. 48 (Prestazioni individuali domiciliari)

Durante la sospensione dei servizi educativi e scolastici, di cui all'art 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, disposta con i provvedimenti adottati ai sensi dell’art.3 c. 1 del D.L. del 23 febbraio 2020 n.6, e durante la sospensione delle attività sociosanitarie e socioassistenziali nei centri diurni per anziani e per persone con disabilità, laddove disposta con ordinanze regionali o altri provvedimenti, considerata l’emergenza di protezione civile e il conseguente stato di necessità, le pubbliche amministrazioni forniscono, avvalendosi del personale disponibile, già impiegato in tali servizi, dipendente da soggetti privati che operano in convenzione, concessione o appalto, prestazioni in forme individuali domiciliari o a distanza o resi nel rispetto delle direttive sanitarie negli stessi luoghi ove si svolgono normalmente i servizi senza ricreare aggregazione. Tali servizi si possono svolgere secondo priorità individuate dall’amministrazione competente, tramite coprogettazioni con gli enti gestori, impiegando i medesimi operatori ed i fondi ordinari destinati a tale finalità, alle stesse condizioni assicurative sinora previsti, anche in deroga a eventuali clausole contrattuali, convenzionali, concessorie, adottando specifici protocolli che definiscano tutte le misure necessarie per assicurare la massima tutela della salute di operatori ed utenti.

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Coronavirus aggiornamenti Comune di Prato

Insegnanti di sostegno presso i domiciliari degli alunni disabili

 

 

Data ultima revisione dei contenuti della pagina: mercoledì 01 luglio 2020

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